»  Usare Power Point come strumento didattico

martedì, 13 aprile 2004
by alle 11:33

Usare Power Point come strumento didattico

(ovvero non è lo strumento che fa la differenza, ma l’uso che se ne fa)

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di

Carmelo Stornello

Condivido fino ad un certo punto l’opinione di M. Dulcetta in merito all’uso di Power Point Sono perfettamente d’accordo con l’uso della conoscenza come strumento di potere. Ho incontrato molti formatori che hanno usato le proprie competenze in tal senso, ma anche molti colleghi, poco disposti a comunicare ad altri le proprie conoscenze. Ho trovato in rare occasioni, colleghi/e che si proponevano come persone che imparavano insieme ai propri “allievi” e, da questi, ho appreso molto di più e soprattutto è stato più facile mantenere i contatti e continuare a pensare e ripensare il nostro lavoro, a scambiare opinioni, a cercare di crescere insieme.

Ma quali sono i Sw didattici? Perchè non si produce sw didattico se non per le superiori (vedi Cabrì, Derive)? Ce ne sono veramente pochi, che io almeno conosca, alcuni per bambini con difficoltà di apprendimento ( e costano!). La stragrande maggioranza non è fatta per la scuola e comunque non per le elementari (il mio territorio). Ecco che allora mi sta bene anche “riciclare” Word o Power Point e altro ancora, se può essere utile nel mio processo di insegnamento.

Il problema è farlo in modo intelligente, in modo che anche ciò che è nato per l’azienda, possa essere utilizzato quasi come un sw didattico o quasi. E qualcosa di furbo si può fare, a cominciare dal non dare importanza alle transizioni, alle animazioni, ma ai contenuti e soprattutto a ciò che si attiva nella mente dei ragazzi con cui lavoriamo. Io trovo molto deleterio portare una classe in laboratorio, magari per usare un sw didattico, senza porre attenzione ai processi metacognitivi dei ragazzi. E questo, purtroppo, accade!

Power Point mi può servire per un lavoro di gruppo in cui ogni gruppo ha il compito di riassumere una parte di un certo argomento e poi raccontarlo agli altri? Può rendere più presentabile un lavoro di ricerca? Io sto pensando ad una presentazione in P.P. della macchia mediterranea, che i miei allievi hanno visto a Loano: ma la devono realizzare loro (a parte le foto). E, in questo caso, il mio lavoro di progettazione è la parte più delicata e faticosa da pensare e realizzare. Certamente P.P. non è un sw didattico, ma può essere usato in tal senso.

Qualora ci fossero sw dedicati non esiterei a sceglierli, ma spesso sono molto complessi da utilizzare in una scuola primaria, e si rischierebbe di avere un prodotto finale che è soprattutto opera dell’insegnante: e questo che non mi sta bene. Come non mi piace l’uso di P.P. per costruire ipertesti. Ci sono, qui sì, programmi semplici e adatti allo scopo, che permettono una notevole autonomia di lavoro da parte dei ragazzi, eppure non vengono utilizzati. Perché? Questa domanda ci riporta probabilmente alla formazione, ma soprattutto a quanto ognuno di noi conosce di sw didattico.

2 commenti a “Usare Power Point come strumento didattico”
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Feeds dei commenti di questo articolo

  1. 1


    maradulcetta | Scritto il 13 . 04 . 2004 alle 16:53 |


    Salve Carmelo
    benvenuto nel mondo dei blogdidattici.
    Sicuramente condivido molte tue idee .Sono convinta che tutto deve essere filtrato e interpretato in modo personale e mi trovi d’ accordo quando affermi che ” qualcosa di furbo si può fare, a cominciare dal non dare importanza alle transizioni, alle animazioni, ma ai contenuti e soprattutto a ciò che si attiva nella mente dei ragazzi con cui lavoriamo” Importanti sono le idee nel lavoro didattico che noi sviluppiamo con i nostri alunni. La nostra professione raggiunge il suo obiettivo se riusciamo a ” formare “( brutto termine , ma al momento non ne trovo altri) degli individui liberi e critici che non seguono particolari cori . è quello di cui la societa nella quale viviamo ha bisogno .Ma resto fermamente convinta su ciò che ho scritto .Power Point per me è diventato un simbolo della noia e della ripetivita che durante i vari corsi ha sottratto tempo alla ricerca ed alla sperimentazione .Il mio articolo era un articolo volutamente provocatorio e consapevole rivolto ad un certo tipo di sistema che ci ha obbligato per anni a seguire una certa formazione nei confronti della quale nutro una grande perplessita . La formazione a cui alludo è quella formazione descritta nel mio articolo: corsi realizzati a prezzi esorbitanti con contenuti bassi e formatori che non hanno capito o non ha voluto capire la differenza tra un corso indirizzato ai bambini di scuola elementare o un corso indirizzato agli alunni di scuola superiore o peggio ancora non hanno capito la differenza tra informatizzare la matematica o una lingua straniera. C’ è una grossa differenza . La maggior parte di noi che opera nel mondo della scuola si è formata da autodidatta in silenzio con grossi sacrifici .Sicuramente di P. P tu ne farai un uso diverso e sarei interessata a vedere la rappresentazione dei tuoi ragazzi sulla macchia Mediterranea.
    In questa fase di grande confusione secondo me bisogna bisogna stare attenti a non lasciarsi travolgere da tutto quello che si pensa ” sia moderno” e produca un grande frastuono . Bisogna solo scegliere quello che va bene ai nostri ragazzi con molta consapevolezza e maturita . In attesa di altri tuoi interventi ti auguro un buon lavoro con i tuoi ragazzi

    M .Oliveta

  2. 2


    utente anonimo | Scritto il 13 . 04 . 2004 alle 19:46 |

    Spero che si sia capita anche la mia criticità nei confronti di alcuni sw e di alcuni modi di fare formazione (?). Non so a tuttoggi cosa verrà fuori del lavoro della macchia mediterranea, ma cercherò di farti avere almeno l’idea. Sono perfettamente d’accordo sulla mancanza di sperimentazione durante i corsi di formazione, ma anche qui i problemi sono tanti. Ho fatto da tutor in un corso A e ti assicuro che era possibile sperimentare come far vedere alle colleghe un modo diverso di avvicinare le discipline. Ti invito a dare un’occhiata al mio blog (terra di mezzo), forse è possibile capire cosa intendo per sperimentare con i bambini. Ed io stesso sto facendo da cavia.
    Carmelo

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