EDUKI: il futuro dell’open education

Segnalo questa interessante iniziativa di Simone Brunozzi:

Eduki (”insegnare” in lingua esperanto) è un progetto che consegnerò tra tre giorni al Rolex Award for Enterprise, riguardante la creazione e il mantenimento di una piattaforma software aperta per mettere a disposizione un ambiente in cui insegnanti, studenti, università e aziende possono contribuire alla creazione di contenuto libero e aperto.

Continua…

Da GLOBE Magazine

Da GLOBE -Magazine : l’ ultimo aggiornamento del  collega Calin Rudeanu:

Hello my Friend,
 
Enjoy the GLOBE’s latest updates by going at:
 
 
I hope you’ll agree the idea about living in a such small world …
 
Waiting for comments.
 
Yours,
Calin

La Scuola elementare di Glenwood Springs (US) cerca lettori/autori con cui comunicare:!


Inoltre quale migliore contributo ad un progetto di educazione alla Pace , la collaborazione di "grandi e piccini" a GLOBE?
Per motivi di praticità si potrebbe invitare Calin a pubblicare direttamente in BD. Che ne pensi Maria Teresa? Chi volesse contattarlo personalmente:
Rudeanu Calin [eduglobenet@easynet.ro]
Non crocefiggetemi per l’insistenza e date un’ occhiata
Patrizia

Bassa tecnologia per lo sviluppo?!?

In questo fine d’anno scolastico stiamo tentando di far decollare l’edizione romana di "educarsi al futuro" avendo, tra le altre, la finalità di fornire una "capanna tecnologica" alimentata con fotovoltaico e dotata di alcune postazioni collegate alla rete internet (probabilmente via satelllite e wifi) dedicate a mantenere in contatto i nostri ragazzi e quelli del paese africano gemellato. 
Inoltre tra gli scopi del progetto c’è anche quello di utilizzare l’e-learning (usando rigorosamente free-software) per formare direttamente in loco i tecnici in grado di manutenere la tecnologia fotovoltaica ed elettronica.

Ok, detto così il progetto sembra banale ma poggia su due assunti principali:

  1. la richiesta esplicita della comunità locale di avere tali servizi-facilities
  2. il creare una piccola comunità tecnologicamente autosufficiente ed autoformante (istruzione a distanza)


Chi fosse interessato ai dettagli del progetto può chiederli in mail.

Ora, leggendo l’articolo su chip&salsa del 20 luglio (unitamente ad una serie di letture dell’ultimo periodo) mi rendo conto che in fondo stiamo lavorando nel solco del progetto dei "villaggi del millenio" cercando di fornire infrastutture e tecnologie a basso costo (e free) ma valide a piccole comunità locali mirate a migliorarne l’istruzione e gli aspetti sanitari (pompe per pozzi). Anche se proprio di bassa tecnologia non si tratta….
Inoltre cerchiamo di creare una sponda di supporto negli studenti del nostro paese che realizzeranno, insieme ai partner, tutti i sistemi elettronici e… sperimenteranno il fotovoltaico anche nella propria scuola!

Certo, non è ancora un percorso di decrescita ma lavorare insieme (nord, sud ed est del mondo) per iniziare a modificare i consumi energetici orientandoli alle rinnovabili e rendersi conto che si è tutti sullo stesso pianeta forse è un modo di iniziare un percorso verso un’altra civiltà.

Cara Maria Teresa e cari amici di BD

Cara Maria Teresa e cari amici di BD

grazie dell’ invito : con una certa emozione ho aperto l’ elegante broschure ! Ho letto tutto con molta attenzione : tante le tematiche trattate e tanti amici interverrando rendendo comuni le proprie esperienze. Sarebbe bello poter partecipare .. ma purtroppo le distanze fisiche ( non mentali !!) ci dividono. La mia Isola e’ proprio  nell’ Africa d’ Italia, come cantava  De Gregori in una sua vecchia canzone. Vi seguiro’  anche da lontano. Sarebbe interessante essere presenti con Skype ( sara’ possibile? ).

Baci baci

Mara

Scuola e servizi…

Segnalo l’ultima iniziativa del Miur per i siti scolastici:

“Promosso dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Scuola e Servizi è un progetto sperimentale e innovativo finalizzato alla creazione di un portale unificato delle scuole italiane, costituito da un “sito di accoglienza” e dai singoli siti degli istituti scolastici che aderiranno all’iniziativa.”

Sembra potenzialmente interessante anche se, come al solito, non si capisce cosa avranno i docenti ed il personale che si incaricheranno del lavoro.
🙁