Buttiamola sul ridere…

Letizia Moratti, computer e gessetto
di Michele Serra (satira preventiva…)
15 Sep 2004

Con il nuovo anno scolastico gli studenti italiani troveranno importanti novita’, primi frutti della riforma Moratti. Che, come si sa, e’ un coraggioso esperimento che fonde elementi apparentemente in contrasto: tradizione cattolica italiana e atmosfera da campus americano (la messa sara’ in inglese, la comunione sara’ somministrata con ostie McDonald’s), taglio dei costi e miglioramento del servizio, licenziamento degli insegnanti e loro aumento di numero. Simbolo di questa riforma saranno i nuovi computer con schermo di lavagna, identici a quelli normali ma senza tastiera: si scrive con il gessetto. Pesano trentotto chili ma sono molto convenienti, la cava di ardesia che ha vinto l’appalto con il ministero si e’ impegnata a fornire anche il cancellino di pezza Improbabile, in tempi stretti, l’introduzione dei piu’ moderni computer a calamaio, piu’ costosi e con il difetto di un fortissimo scricchiolio del pennino sullo schermo. Per ottimizzare il tempo, si comincera’ a studiare gia’ sullo scuola-bus.

La nuova figura professionale dell’autista-tutor (due ruoli, un solo stipendio) recitera’ l’Eneide scandendo la difficile metrica latina col clacson. Cambia anche la vecchia figura del bidello: anziché ricevere gli alunni con la tradizionale formula della scuola gentiliana, ‘ragazzi non fate casino’, il bidello-tutor accogliera’ le scolaresche sottolineando le istanze motivazionali della giornata e promuovendo un corretto planning delle attivita’ didattiche. Per svolgere meglio questo difficile compito il bidello-tutor sara’ protetto da guardiole antiproiettile.

Qualche polemica per le ore di inglese: sono state ridotte da cinque a una sola, ma il ministero garantisce le altre quattro, a pagamento, a bordo di uno scuola-charter che atterra a Londra e riparte mezz’ora dopo. Sullo stesso modello, saranno differenziati l’orario di base, gratuito, e quello executive, a pagamento. Nell’orario di base le lezioni prevedono i banchi, le sedie e la cartina geografica dell’Europa che penzola lacera dalla parete. Per avere anche l’insegnante si deve passare alla tariffa executive.

Con la golden-card, ogni studente avra’ il diritto a una merendina confezionata a San Patrignano e, durante le interrogazioni, a una telefonata a un numero verde. La palestra con la spalliera svedese e le pertiche, retaggio della vecchia scuola gentiliana, sara’ sostituita da moderne gym-room con sauna, cyclette e solarium, basta pagare un abbonamento annuale all’American Contourella e uscire dalla scuola. Chi non vorra’ affrontare la spesa potra’ sempre ricorrere alla palestra scolastica tradizionale, con un precario-tutor che gli fara’ fare i piegamenti leggendo la Gazzetta dello Sport.

Il preside-tutor avra’ compiti speciali e straordinari: con un solo stipendio, sara’ in grado di perquisire gli studenti tossicomani, aggiornare la bacheca, affrontare a mani nude le madri dei somari convinte che loro figlio sia perseguitato dagli insegnanti, stirare la bandiera, frequentare corsi di aggiornamento, rilegare i libri della biblioteca e comperarsi la ventiquattrore di pecari che il nuovo regolamento impone ai direttori di istituto.

Le nuove divise da preside sono invece offerte dal ministero: qualche malumore per il disguido che ha fatto recapitare tailleur e filo di perle a presidi maschi, e il dopobarba di San Patrignano alle presidi femmine. Nuove materie: informatica soprattutto, con il primo biennio dedicato allo studio del bottone On-Off e il triennio conclusivo a spiegare correttamente per telefono al tecnico che al posto dei propri file appare un sito di back-gammon on line.

Restano anche le vecchie materie di impronta classico-filologica, ma riformate: Omero sara’ riletto in chiave aziendale (‘quantificare il gap motivazionale tra Achei e Troiani’, ‘Il viaggio di Ulisse nell’esperienza dei tour-operator’, ‘Se Enea avesse avuto un tutor, sarebbe morto?’).

Un crocifisso sara’ presente in ogni aula, ma per renderlo bene accetto anche agli studenti non cristiani verra’ chiarito che non si tratta di un simbolo religioso, ma del fondatore dell’albo professionale dei tutor.

Michele Serra
redazione@reporterassociati.org

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